Quando le chiese collaborano

Luglio 2017

Cosa accade se le chiese protestanti di una grande città collaborano e condividono dei progetti in comune? Accade che ci si senta parte di una counità più grande, che accoglie le diversità di ognuna e si arricchisce grazie a queste, trovando nella testimonianza della Parola l'incontro.

 

La grande città è Roma, le dieci comunità coinvolte sono le chiese: valdese, metodista, avventista, battista e luterana, lo strumento attraverso il quale operano è la Consulta delle Chiese Evangeliche del territorio romano.

 

La Consulta è attiva su più fronti, primo fra tutti l'area "Vita delle Chiese", all'intero della quale ci si confronta sulle azioni da svolgere, si raccolgono informazioni e richieste provenienti dalla comunità, si organizzano iniziative comuni.

 

Quest'anno, in occasione del V Centenario della Riforma protestante (1517-2017), la Consulta ha dedicato al tema varie iniziative, tra cui un ciclo di conferenze (ottobre 2016); la stampa della mappa di Roma con segnati i "luoghi della Riforma"; l'installazione della mostra "La riforma radicale". I preparativi sono ormai allo stato avanzato per il prossimo 28 ottobre, quando - in collaborazione con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) - si terrà una giornata di celebrazione e festa, che prevede un culto e altri eventi. Una rete di chiese evangeliche, quale è la Consulta, permette anche la realizzazione di progetti rivolti alla città.
Due sono le iniziative diaconali: la scuola di italiano, presso la Chiesa metodista di Ponte Sant'Angelo, e lo Sportello Lavoro e Migranti, presso la Chiesa metodista di via Firenze 38.

 

La Scuola è attiva da molti anni e rappresenta un'importante possibilità per i tanti stranieri che necessitano di imparare la nostra lingua, per integrarsi e poter sperare di lavorare. Le lezioni sono gratuite, tenute da insegnanti volontari, provenienti anche dalle comunità locali. (leggi anche un approfondimento precedente)

 

Lo Sportello Lavoro e Migranti offre aiuto nella ricerca di lavoro e nell'orientamento, e prevede vari corsi di formazione. Lo Sportello cerca di sostenere la formazione, tramite piccole "borse formative", e attiva anche un'azione di "segretariato sociale", un sostegno per chi ha bisogno di urgenti interventi di solidarietà. Per fare ciò l'unione delle tante comunità, delle persone, è il punto di forza che da allo Sportello un forte respiro di azione diaconale.

 

Migrazioni, ricerca di lavoro, e quindi d'altra parte sofferenza, discriminazione, difficoltà: queste sono le dimensioni che oggi ci vengono incontro da ogni parte, e con particolare forza nelle grandi città. Lo Sportello vuole essere una piccola ma decisa testimonianza, una piccola luce, che ha bisogno di essere alimentata da tutte e da tutti per andare avanti e lasciare un segno; spargere qualche seme e prendersene cura.

 

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